sabato 15 giugno 2013

My medieval inspirations

I was asking on my Facebook profile which posts I should write to make this blog more "active" since in this period I don't have many ideas. I'd like to thank my friend Rick for his suggestion, since he proposed me to write something about my main medieval inspirations. That's quite a great idea!
Many of you probably don't know I've been part of a reenactment group for several years, from 2004 to 2008. Before getting my dress from Armstreet I wore several dresses of the brand Leonardo Carbone but, if you wanna be the perfect reenactor, you need to do a little bit of research about fashion and dressing. I've always been in love with medieval fashion with a touch of fantasy elements, so you can imagine why I left the group to start the modelling activity.

I'm quite lucky 'cause I can get the medieval look perfectly since I've a very light skin and curly hair, that's true. Beside that, I always loved to look at other ladies and movies to find my own inspiration. The first one has been Sophie Marceau in "Braveheart". I simply love her long brown hair and her dresses, I'm currently looking to recreate her beautiful veil for some shots. I was very young when the movie came out, so her character impressed me a lot. 


 Then how can I forget the beautiful myth of Tristan and Isolde? I was 8 in 1994, when a short serial came out in Italy with Léa Bosco as Isolde: I felt in love with her blond hair immediately, and the fiction was not so bad. I also liked the recent movie, especially for the nice dresses displayed.





It was the same year when I watched for the first time "Lady Hawke". It has been love at first sight. The story is so full of magic and love, sadness and sorrow. I watch it every year (during Christmas, normally) and I cannot avoid to cry every time; you should watch it with your children, it's a very romantic story and most of the movie has been shot in Italy. 




But now, let's stop movies and legends. I'm currently checkin' out some historical costumes to sew by my own since I cannot afford new shopping at the moment. I found some very interesting models in the anglosaxon dress, the bliaut and the kirtle. These dresses are in chronological order, so the Anglo-Saxon is the first in our fashion story and the kirtle the last one, being used at the beginning of 15th century mainly in France and England.  The Bliaut was worn during 12th century in french courts and it has very beautiful long sleeves with side laces for a perfect fit: my dress from Armstreet is inspired to this model, but sides are not open. I think this is the most iconographic dress of the whole period. 


That's me in my bliaut inspired dress
The kirtle has a very tight fitting, as the cotehardie, around breast and waist, so avoid this model if you're not in shape (like me...sigh). Anyway, I love its long sleeves and the deep cleavage, I must try to reproduce it but in a larger size :P


For hair and make-up? Well, images and painting from the era are the best source. Wear less make up at possible (ok, this doesn't count for me, I wore many times grey or black eye shadows during shootings ^^') and  try to keep your skin as white as possible. The Norman beauty represented the ideal for the whole period, so the dresscode is quite clear: pale skin, light eyes, blond hair (better if curly). If you have 2 or 3 of these characteristics, you're ok (Yay! I miss the blond hair only, LOL).  

Then, after these boring space dedicated to fashion, the History of the period fascinated me a lot. I chose Roman history at University for several reasons but I always read about medieval times. I've always been interested in Crusades so Templars have been part of my own inspirations from ages! My ex boyfriend used to reenact a hospitaller knight due to the black clothing, but I've always felt more attracted by the red one, I consider it more christian (red is the colour of martyrs) :)






sabato 8 giugno 2013

Recensione: "Le grandi donne di Roma antica" di Furio Sampoli

Non c'è molto da dire su questo libro. Coinvolgente, critico, appassionante, specifico: questo è il succo del volume di Furio Sampoli, scrittore e biografo di Roma antica. L'ho acquistato mossa dalla tematica e dalla foto di copertina, poiché mi piaceva molto la posa e la gioielleria indossata dalla modella (ebbene sì, sono un po' frivola alle volte) e il prezzo era davvero conveniente.
Edito da Newton Compton, il volume si presenta come una breve raccolta delle esistenze, dei vizi e delle virtù delle personalità femminili che hanno caratterizzato la storia e il volto dell'antica Roma, partendo da Rea Silvia, la madre di Romolo e Remo, e giungendo a Galla Placidia, la figlia dell'imperatore Teodosio il Grande, passando per Cornelia, Cleopatra, Livia Drusilla, Messalina, Poppea, Agrippina. Un ritratto appassionato di queste donne, spesso denigrate dalla storiografia loro contemporanea o successiva, una storiografia spesso e volentieri fatta da uomini per soli uomini. La maggior parte di esse viene descritta come corrotta, lussuriosa, viziata, egoista: la verità, non la sapremo mai. Leggendo le parole di Sampoli emerge un volto più umano di queste figure, figlie di tempi in cui essere donna non era affatto facile, tempi in cui la seduzione, la bellezza, la caparbietà erano considerate le sole armi a disposizione del genere femminile per farsi strada in un mondo misogino. Dall'altro lato le virtù elogiate di Lucrezia, Cornelia, Elena, mogli e madri irreprensibili che daranno  anche la vita per i loro figli e la causa di Roma. 


Un libro da leggere in ogni occasione, prima di andare a letto o (data la stagione) in vacanza, in treno o a casa, magari sdraiate al sole, un saggio assolutamente da esibire sul vostro scaffale se amate il genere e l'argomento. L'unica pecca, forse, è l'elenco di nomi e avvenimenti che possono risultare estranei a un lettore del tutto ignaro della storia di Roma. 

Voto: 8,5/10 

giovedì 6 giugno 2013

La mia prima sottogonna self-made :)

La primavera sembra arrivata anche in quel di Torino, dopo settimane di piogge incessanti e un freddo a dir poco autunnale :) Con questo clima spunta la voglia di uscire, passeggiare, mangiare tanti gelati (qualsiasi riferimento personale è del tutto casuale), leggere sul balcone, fare, fare e ancora fare. Ultimamente mi sto dedicando al cucito basic, essendo completamente autodidatta non vado oltre progetti semplicissimi e elementari come le gonne (sono riuscita a prepararmi un costume da dama preraffaelita usando due cartamodelli  distinti ricavati da una vecchia enciclopedia del cucito di mia madre, utilizzando uno scampolo economico di shantung e ancora mi chiedo se davvero lo abbiamo fatto con le nostre manine...), quindi non sono proprio la persona adatta da ammirare-invidiare per le sue capacità :)

Detto ciò, sapete che, però, a me piace tanto condividere le mie piccole gioie quotidiane con voi e quindi vi mostro la sottogonna che ho cucito con l'aiuto amorevole del moroso: 


E' una semplicissima gonna a ruota recuperata da un vecchio lenzuolo di cotone, sono anni che mi ripeto di acquistare una tunica bianca da utilizzare per i costumi medioevali e non e, alla fine, non la compro mai. Realizzare un capo così è davvero semplice, spesso le istruzioni che trovate online sono complicate perché tecniche oppure in inglese (in italiano si trova poco), ma vi assicuro che cucire una gonna così è davvero elementare. Ho seguito un ottimo tutorial trovato per caso in rete di una ragazza che ne ha realizzate un paio per le sue bambine, devo dire che è davvero chiaro e immediato! La spiegazione è ottimale e per nulla complicata, se volete guardarlo cliccate qui http://www.lacasanellaprateria.com/2012/09/la-gonna-a-ruota/.
La parte più difficile è stata l'inserimento dell'elastico, ma è sicuramente colpa delle nostre scarse capacità. Ho semplicemente piegato il tessuto in due (bisognerebbe farlo in 4, ma va bene lo stesso piegata in due...), preso le misure del mio girovita divise per 3,14 e deciso la lunghezza della gonna, che per me erano di 114 cm. Da qui ho dapprima disegnato un semicerchio pinzando il metro al vertice del tessuto e seguendo una linea immaginaria che sarebbe diventata l'elastico della gonna (non è difficile, basta spostare un poco il metro e mettere subito lo spillo), e ho seguito lo stesso procedimento per l'orlo, realizzando una bella curva fino alla fine del tessuto. Ho poi cucito le due estremità ottenute, fatto un piccolissimo orlo et voilà, il risultato è quello che potete vedere in foto :)

Non è sicuramente l'elogio della perfezione, ma è nata per stare sotto alcuni abiti e non mi pongo troppi crucci. Vorrei anche ornare un poco il bordo con un bel nastro bordeaux.

Ho volteggiato per casa come una bambina perché desideravo da tanto una gonna così svolazzante e leggera, se non fosse che il tessuto è vecchio e non proprio bello ci andrei in giro :) Ho purtroppo coperto l'elastico con la camicetta (messa dentro mi faceva sentire degna di un'apparizione in Fantozzi) ma tenete presente che la indosso tranquillamente sia sopra sia sotto l'ombelico :) E allora, che aspettate a cimentarvi anche voi?

lunedì 27 maggio 2013

La toeletta delle antiche Romane

Qualche giorno fa, qualcuno mi chiese se conoscessimo i rituali di toelettatura e cosmesi delle antiche Romane. La risposta è ovviamente sì, soprattutto per quel che riguarda i ceti alti e l'aristocrazia. I libri in merito sono moltissimi e i siti web si sprecano, ma la fonte migliore è sempre quella cartacea e rintracciabile (Wikipedia offre molte informazioni, ma non sempre è possibile risalire alla bibliografia); userò quindi diverse fonti, prima tra tutte "La vita quotidiana a Roma all'apogeo dell'impero" di Jérôme Carcopino, un volume vecchio (la prima edizione risale al 1941...) ma, a me mio umile dire, una pietra miliare della storiografia del settore. E' un libro che consiglio vivamente di leggere sebbene possa risultare un po' pesantuccio, si trova comodamente in biblioteca o in edizioni economiche in librerie molto fornite (il mio lo trovai al mercatino dell'usato e lo pagai soltanto 1€, me ne tornai a casa molto felice quel giorno ahah). La seconda sarà un volume molto più recente, ma molto carino, scritto dal famosissimo Alberto Angela. 

Gli antichi Romani sono noti per l'attenzione dedicata alla cura e alla bellezza del corpo, tra terme ed esercizi fisici; la toeletta mattutina delle donne non era così diversa da quella degli uomini, comprendendo, tra l'altro, un'accurata depilazione della padrona. Una patrizia dell'epoca non poteva realizzare una toeletta così accurata da sola e si faceva assistere da delle apposite schiave chiamate ornatrices: dopo aver effettuato delle abluzioni per la propria igiene personale (alle terme o in casa propria  se era abbastanza ricca da potersi permettere una vasca), la signora si vestiva e passava subito ad acconciare i capelli, il che non era compito da poco data la complicata struttura delle acconciature d'età imperiale (Carcopino sottolinea che le donne avessero abbandonato la frugale semplicità del loro aspetto già in età repubblicana), ricorrendo a parrucche e trecce posticce se necessario. Essere una ornatrix non era semplice sia per le mansioni da ricoprire sia  per i caratteri spesso impossibili da soddisfare delle matrone, che non esitavano a batterle se il risultato non era soddisfacente. Dopo l'acconciatura e la depilazione (Carcopino non specifica se con pinzette oppure rasoi, ma si è più propensi a pensare alle pinzette dato che era molto rischioso ricorrere ai rasoi), era la volta del trucco: tutto l'occorrente era riposto in vasetti di vetro, piccole boccette, alabastri, pettini d'osso, tutti collocati in uno scrigno che la matrona riponeva sempre nell'armadio della sua stanza nuziale e lo portava con sé ogni qualvolta si recava al bagno. Il look di queste donne a noi può apparire un po' insolito, ma in fondo i colori erano gli stessi di oggi: nero attorno all'occhio e sulle ciglia (ottenute con la fuliggine o con un composto a base di formiche bruciate), rosso sulle labbra e le gote per enfatizzare gli zigomi e donare un aspetto sano (che poi molto sano non era, dato che l'ingrediente base dei rossetti era il minio), bianco sulla fronte e sulle braccia per ottenere un incarnato marmoreo che tanto piaceva ai contemporanei (più una donna aveva la pelle chiara e più rispecchiava la propria posizione altolocata, non essendo costretta ad esporsi al sole per lavorare). Il problema di questi cosmetici era la loro composizione, dato che molti di essi contenevano piombo, all'epoca molto utilizzato, il che provocava danni permanenti all'epidermide, e il loro profumo spesso repellente all'olfatto maschile. La biacca era utilizzata molto come fondotinta essendo un ottimo pigmento illuminante, ma era davvero dannoso, andando ad ostruire i pori della pelle. Anche i capelli erano spesso schiariti utilizzando impacchi e tinture spesso dannose, che seccavano le chiome. 
La pelle della matrona doveva essere perfetta, senza rughe e senza macchie, e proprio per questo si ricorreva a impacchi spesso fantasiosi, a base di finocchio oppure fave o latte d'asina (noto per le proprietà idratanti). Alcuni di questi impacchi provocavano talmente tanto ribrezzo negli uomini da dover essere applicati da sole, in camera, quando i mariti erano assenti. Dopo tutto questo lungo iter, era giunta l'ora di vestirsi e scegliere i gioielli, come orecchini, anelli, bracciali e cavigliere. L'abbigliamento non era molto diverso da quello maschile nella forma, quanto piuttosto nei colori e nei tessuti: le donne propendevano per tessuti leggeri e sinuosi, che esaltassero le forme del corpo, e dai colori vivaci; di base tutte le donne romane indossavano una tunica lunga fino ai piedi, abbinata ad un mantello molto lungo di forma rettangolare, la palla, che veniva tirato sul capo per proteggersi dal sole o dal freddo. E' importante sottolineare che la palla, come la stola, non era un capo da sfoggiare alla moda, ma un capo di uso quotidiano, che serviva anche a far riconoscere la condizione sociale di una donna: nessuna donna sposata si sarebbe mai mostrata in pubblico senza quella addosso. Alcune portavano anche dei parasoli per proteggersi dalla calura e mantenere la pelle candida, ma tali ombrelli non si chiudevano ed erano inutilizzabili in caso di pioggia.

Siete ancora convinti che questa civiltà sia tanto diversa dalla nostra, così attenta all'apparire ed alla ricerca assoluta della bellezza? ;)

Fonti:
Carcopino, Jérôme "La vita quotidiana a Roma all'apogeo dell'Impero", Laterza, Milano, 1993
Angela, Alberto "Una giornata nell'antica Roma. Vita quotidiana, segreti, curiosità", Mondadori, Milano, 2007


sabato 25 maggio 2013

Shooting: Elysium

Hello there!
I left you last time with a post about my first Roman dress, which I sewed by myself. I hope you found the tutorial quite interesting and easy to be understood :)
Today I'd like to show you pics we managed to take after weeks of rain and cold weather. I was very excited since it was the first "official shooting" with a dress done by myself and I simply love the result! I took the pics just near home, surrounded by this beautiful field of poppies! I got the inspiration for the concept and the title from the classic Roman mythology, I think you heard about Campi Elisi at school or watching "The Gladiator" movie with Russel Crowe ;) The hairstyle of the second picture is inspired by the one of Vestals virgins with a red ribbon all across the head, you can do a braid or a knot to keep your hair up as you prefer; I chose a very soft knot kept up with bobby-pins. The jewellery is always the same of my other Roman shootings, if you have to buy it look for golden-copper tones which look like more authentic and avoid modern shapes. If you wanna do an inspired make-up you can use a black eye-liner (yes, Roman women wore eye-liner but, obviously, this contained other ingredients) or a light blue eye-shadow (historically proved) and a little bit of pink blush on the cheeks. Here I was wearing a not so accurate purple eye-shadow (I had to take other pics after) and a soft touch of blush.




 All pics by Lele Photography www.facebook.com/lelephotos 


mercoledì 15 maggio 2013

Roman Chiton tutorial pt.2

Hello ladies, I finished to sew my Roman chiton finally so I can close my tutorial :) I'm here to show you how I sewed the stola, which will be less historical if compared to the Chiton. I had a very little piece of fabric to set it, so I had to use my own imagination.
You can find the first part of the tutorial clicking here.

First of all, I had to dye the fabric using a chemical colour. I wanted to use a natural method to dye it, but it would have been too expensive. I used a very famous italian brand called "Coloreria Italiana", you just have to put it in your washing machine with one kg of salt and wash the fabric at 40° two times. The colour you'll obtain will depend from the natural fabric tone, so I had a very brilliant red since the fabric was pink.

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The buttons
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I laid the fabric on my right shoulder and then I let it fall all around my body, more or less until my left hip and I did the same on the back; I combined the two sides of the fabric with two small automatic buttons in black, sewing them with a pink thread: they're very simple to be sewed onto the fabric, but you have to fold it a little to make them "hold on" properly.
After that, I sewed two golden buttons with a beautiful lion head, they're not historical but they look great on the fabric!
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I still have to take some pics with the dress, I just put it on for some test shots ;) I decorated my hair with a  braid and a beautiful red ribbon, nine was very wide but you can use the measure you prefer. I choose some golden jewellery for a more "ancient look", I think it looks great with red! Oh, I forgot the leather belt under my chest ! 

Ta-daaaaah! That's the dress on! :)

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Eccomi di ritorno con la seconda parte del tutorial del mio abito romano :) Vorrei mostrarvi in questa sede come preparare la stola, sebbene la mia sia molto meno storica se paragonata all'abito. Avevo a disposizione una quantità di tessuto molto limitata per realizzarla, quindi mi sono dovuta arrangiare e son dovuta ricorrere molto alla mia immaginazione per creare qualcosa di credibile. 
Prima di tutto, ho dovuto tingere la stoffa con un colorante chimico. Volevo farlo in modo naturale usando l'infuso di Karkadé, ma sarebbe risultato il tutto troppo caro. Son quindi ricorsa alla Coloreria Italiana effettuando il lavaggio in lavatrice: è tutto molto semplice, aprire le confezioni e le posate sul fondo del cestello, appoggiate il tessuto bagnato (mi raccomando) e sopra vi buttate un 1 kg di sale grosso da cucina. Dopodiché  fate partire un ciclo di lavaggio a 40° e dopo averlo terminato, senza togliere il capo dalla lavatrice, ne fate partire un successivo alla stessa temperatura per fissare il colore e ripulire la lavatrice. Potete stare tranquilli: subito dopo l'abito ho lavato dei copri sedia arancioni e non c'era la minima traccia di rosso ;) Il risultato della tintura dipenderà dal colore di base dell'abito, il mio essendo rosa mi ha permesso di ottenere un bel rosso brillante.

Ho sistemato la stola sulla spalla destra e da lì ho avvolto tutto il resto del torace fino all'anca sinistra, facendo lo stesso dietro la schiena e cercando di ottenere un bel drappeggio. Ho fermato i due lembi con dei bottoncini automatici a scomparsa, facilissimi da applicare con del filo rosa e che assicurano un bel risultato (ricordatevi di cucirli su due lembi di stoffa, hanno bisogno di spessore su cui "aggrapparsi"). Per decorare il tutto, ho applicato due bottoni dorati raffiguranti l'effige di un leone: non sono affatto storici, ma sono molto scenici e mi piacevano :) 

Non ho ancora avuto modo, causa meteo, di indossare l'abito per immortalarlo nella sua completezza, ma potete vedere alcuni scatti di prova effettuati dopo le cuciture finali. Per l'acconciatura ho realizzato una treccia fermandola sulla nuca con una pinza (meglio se delle forcine), ornando il tutto con un nastro rosso;  il mio era molto spesso ma potete usare tutte le misure che volete. Come gioielli ho optato per della bigiotteria dorata, credo che sia il colore che s'intona meglio con il resto dell'abito. Ah, mi stavo dimenticando la cintura di pelle da sistemare sotto al seno. 
Ora via libera ai commenti, che ne pensate? 


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